L’uomo ed il cane: quando nasce un’amicizia!

Vi siete mai chiesti quali sono le motivazioni che spingono le persone ad adottare un cane? E quali meccanismi entrano in gioco nella scelta e nella crescita di questa relazione?

La dimensione psicologica sembrerebbe rilevante per comprendere il significato che oggi attribuiamo al rapporto tra uomo ed animale, soprattutto per quanto riguarda la profonda relazione affettiva che entra in gioco.

Costruire legami e stare in relazione è un’esperienza universale, che coinvolge dinamiche affettive basate sull’attaccamento. Proprio come accade nelle relazioni tra gli esseri umani, anche nel rapporto tra uomo e cane si attivano sia aspetti relazionali che emotivi, caratterizzando e arricchendo l’incontro.

Affinità e vicinanza psicologica entrano in gioco nel processo di scelta reciproca, attivando un circuito di proiezioni nell’altro di parti di sé più o meno idealizzate; tale processo mostra aspetti di somiglianza anche nella dinamica coinvolta nella scelta del partner.

Pensiamo a quando si adotta un cucciolo e lo si accoglie nella propria casa, nei propri spazi e nelle proprie abitudini del quotidiano.

Cosa succede e cosa cambia? E come rispondiamo ai suoi bisogni ed alle sue richieste di attenzioni? 

Diversi studi di psicologia comparata e di etologia affermano che il comportamento del cane ed il suo benessere sono influenzati dal tipo di rapporto sociale ed affettivo che si instaura con il proprietario e con gli altri membri della comunità in cui cane e padrone vivono.

Nella relazione tra uomo e animale si instaura un legame affettivo duraturo e prolungato, proprio come avviene all’interno del sistema famiglia, in cui si sviluppa una naturale propensione a vivere relazioni emotive intime. Le connotazioni affettive di tale legame svolgono una funzione di “base sicura” nella relazione.

Il cane è il primo animale addomesticato entrato a far parte della famiglia umana; vivendo per molto tempo insieme ominidi e cani si sarebbero condizionati reciprocamente, arrivando anche a condividere alcuni meccanismi mentali (Alleva, 2007).

Ma in che modo il nostro cane contribuisce alla nascita ed al mantenimento della relazione con noi?

Possiamo dire che il cane tende a mantenere una vicinanza fisica affettiva con le figure di attaccamento e che tale istinto lo porta a soddisfare le aspettative del padrone, anche solo per ricevere una carezza. Unito all’attaccamento, che è un fattore adattivo di base, si aggiunge anche la fedeltà che cani adulti nutrono verso il capobranco, ovvero chi si prende principalmente cura di lui e lo educa.

Questi due processi, attaccamento e fedeltà, innescano una relazione in cui, in maniera circolare, si aggancia la risposta istintiva dell’essere umano.

L’azione di nutrire un animale è il primo passo per stabilire una relazione affettiva: un atto positivo per chi riceve il nutrimento e chi lo offre. Il cibo diventa, quindi, anche un forte mezzo di comunicazione che permette di stringere relazioni affettive e di consolidare i legami.

Ma che tipo di emozioni provi quando il tuo cane mostra il suo bisogno di vicinanza o ti fa delle richieste di relazione?

E’ evidente come la risposta dell’uomo alle richieste del cane, sia soggetta ad un’elevata variabilità individuale, in quanto collegata ai nostri aspetti interni, intrapsichici, nati e costruiti sulla base di tutte le precedenti esperienze relazionali, sin dalla nascita.

In ogni relazione di cura e richiesta di attaccamento, infatti,  è come se fossimo guidati da modelli interni che ci spingono a dare una risposta verso lo stimolo ricevuto.

Ad esempio come reagiamo quando il cucciolo piange di notte? E quando abbaia tutto il giorno finché non rientra qualcuno in casa? E quali emozioni proviamo quando il cucciolo rosicchia o rompe degli oggetti cari per noi?

Ognuno di noi risponderebbe a queste domande in maniera diversa e questo ci aiuta a comprendere come ogni relazione sia unica ed originale ed andrebbe letta in maniera soggettiva anche rispetto alle risonanze emotive che può provocare.

Parlare di una relazione con un animale equivale in qualche modo a parlare di noi stessi. Di fatti, molte volte, attribuiamo agli animali da compagnia caratteristiche che sono propriamente nostre che, alle volte, non riconosciamo in noi stessi.

Katcher e Beck (1983) individuano quattro aspetti che gli esseri umani e gli animali attivano reciprocamente quando sono in relazione: sicurezza, intimità, attenzione, costanza della relazione. Se l’uomo trasmette al cane tali caratteristiche, che rappresentano una base relazionale sicura, altrettanto farà l’animale nei suoi confronti.

Per concludere, scegliere di accogliere nel proprio quotidiano un animale implica certamente una grande responsabilità, può alle volte essere faticoso e perché no, in alcuni momenti anche frustrante; tuttavia rappresenta una preziosa opportunità, un arricchimento.

Alcune ricerche (Cusack, 1988) dimostrano che tale relazione può apportare diversi benefici; vediamoli insieme:

  • Stare insieme ad un animale ha effetti positivi sull’umore e sul senso di responsabilità;
  • L’animale è fonte di affetto, compagnia e sostegno emotivo;
  • Il rapporto con l’animale facilita le relazioni sociali, riducendo le barriere relazionali;
  • Permette di avere relazioni più autentiche e di ricevere un sostegno emotivo;
  • Insieme ad un animale si vivono meglio le emozioni.

In merito ai benefici fisici è dimostrato che nei proprietari di animali domestici vi è un più rapido recupero post ospedaliero.

Inoltre, accarezzare il proprio cane può abbassare la pressione arteriosa e le lunghe passeggiate regolari migliorano lo stato di salute generale, oltre a potenziare le difese immunitarie.

Infine, riduce il rischio di suicidi, l’ansia e la depressione, aumenta l’autostima e aiuta a gestire le situazioni stressanti e ad elaborare i lutti.

E non dimentichiamolo, sono una straordinaria riserva di affetto incondizionato!

Dott.ssa Orsola Monteleone

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