Star bene a scuola… Storia di un blog: “Quellidellamaldi”

In questo articolo vorrei parlarvi di una proposta di lavoro volta a costruire motivazione e a valorizzare le emozioni a scuola. Nello specifico, vi racconterò l’esperienza di un blog scolastico “Quellidellamaldi”, costruito grazie alla collaborazione tra l’Associazione Rimbalzi onlus e due gruppi di 50 studenti di un liceo romano.

Obiettivo del progetto

Il progetto è nato in risposta al Bando Fuoriclasse, dispositivo messo a disposizione dell’Europa per incidere sul livello di dispersione scolastica ed è stato portato avanti per due annualità di seguito. Il suo obiettivo è stato quello di fornire delle chiavi di lettura circa il problema della demotivazione a scuola.

Dispersione scolastica: cos’è e a cosa è legata?

La dispersione scolastica è un fenomeno complesso e multidimensionale, periodicamente al centro del dibattito politico e sociale, che coinvolge sia gli addetti ai lavori sia l’opinione pubblica intorno al tema della disaffezione scolastica. Nel nostro paese nel 2018 la dispersione scolastica si attestava al 14,5% della popolazione compresa tra i 15 e 24enni, una percentuale più alta rispetto al 10% auspicato nell’ambito della strategia Europa 2020. Queste statistiche aiutano a farsi un’idea rispetto alla portata del fenomeno e suggeriscono l’importanza della ricerca di strumenti e strategie atti ad arginarlo.

La dispersione non si identifica solo con l’abbandono scolastico (anche detto drop out) ma può essere intesa come un insieme di elementi culturali e contestuali, che portano delle discontinuità nel regolare percorso scolastico. Ne sono un esempio le bocciature, la demotivazione scolastica e i trasferimenti di scuola. Il progetto è stato un modo per esplorare tali discontinuità. 

Quali sono i fattori che incidono sulla dispersione scolastica?

Si è partiti dall’ipotesi che il fenomeno sia: 

  • culturalmente connotato e situato entro il rapporto tra docente e studente;
  • connesso ad una didattica organizzata in gruppi-classe poco valorizzati;
  •  legato ad un sistema scolastico in cambiamento, a volte poco capace di farsi carico di leggere la domanda formativa degli studenti che vi si rivolgono. 

Attraverso l’esperienza del blog esploriamo le culture locali del sistema educativo alla base di questo fenomeno, letto così in chiave psicosociale e lo facciamo proprio partendo dallo specifico istituto. Per far ciò, tessiamo una trama di attività che aiuti ad esplorare la vita scolastica a partire dai vissuti di chi la compone.

Le fasi del progetto:

Una prima fase prevede incontri con i docenti finalizzati a cogliere quali problemi incontrano nel rapporto con gli studenti. 

Emergono questi vissuti:

  • solitudine;
  • carico nella gestione di bisogni educativi variegati;
  • una sensazione di schiacciamento tra adempimenti burocratici e funzione educativa. 

Successivamente, incontri con gli studenti volti a cogliere come vivono la scuola. 

Emergono i seguenti vissuti:

  • solitudine; 
  • individualismo nello studio;
  • noia;
  •  una difficoltà ad individuare nel rapporto con i docenti e con le materie scolastiche una guida a cui ispirarsi per scegliere ed immaginare il proprio futuro.

Docenti e studenti si vivono vincolati entro rapporti frammentati, obbligati e obbliganti, che lasciano poco spazio al divertimento

Una seconda fase vede gli studenti impegnati in gruppi di lavoro: 

  • Gruppo Idee: si è occupato di pensare al nome da dare al blog e agli argomenti da sviluppare e pubblicare in rubriche; 
  • Gruppo Struttura/Blog: si è occupato di individuare sezioni e impostare tecnicamente e strutturalmente il blog; 
  • Gruppo Grafica: ha reso graficamente il logo del gruppo plenario e ha abbellito in modo creativo la piattaforma, la scenografia per le interviste e i materiali di ricerca sui lavori, sui quali gli studenti hanno espresso interesse; 
  • Gruppo Promozione: ha elaborato una locandina e ha messo a punto le strategie di promozione presso l’Istituto anche attraverso l’utilizzo di canali social;  
  • Gruppo interviste: ha realizzato interviste rivolte a studenti circa la motivazione nell’esperienza scolastica e le aspettative sul futuro, e rivolte ai docenti per cogliere la loro esperienza lavorativa oltrché a parlare con loro circa la scuola che costruiscono insieme;
  • Gruppo Ricerche: ha elaborato una Guida alle professioni, organizzando ricerche su competenze, funzioni, culture di lavoro e domande sociali cui i lavori scelti rispondono.

Riflessioni e conclusioni

Per studenti e docenti viversi come clienti e protagonisti costruttori della scuola di cui partecipano è un’esperienza che apre a qualcosa di nuovo: mettere in gioco il proprio contributo per dare un senso alla vita scolastica. Pensare che la scuola abbia a che fare con lo sviluppo del futuro lavorativo degli studenti è inconcepibile da dentro il patto collusivo che vede legati docenti e studenti attorno alla fantasia di essere individui soli, obbligati ad adempiere

L’azione interpretativa proposta si caratterizza per un’azione controculturale, in cui gli studenti si riconoscono entro rapporti utili e desiderabili, divertenti e piacevoli ove si fa spazio un altro modello di rapporto possibile tra dentro e fuori la scuola, tra giovani e adulti, tra formazione e aspettative lavorative future. 

In tal senso gli studenti hanno esperito la possibilità di utilizzare il gruppo come risorsa, nonché quale strumento e spazio relazionale per raggiungere un obiettivo comune, attraverso l’interdipendenza tra gruppi di lavoro: per dirla con Kurt Lewin “il gruppo è più della somma dei suoi componenti”! Per i docenti il blog ha rappresentato un esperimento di brain imaging, in cui elaborare, con fantasia e creatività, il raggiungimento di un obiettivo più grande: progettare creativamente la

scuola che si desidera, immaginando e costruendo le risorse e le competenze entro il rapporto tra docenti e studenti.

Questa proposta vuole rappresentare un’alternativa alla ripetitività e al conformismo obliterante a scuola, aiutando a riflettere sull’importanza del prendersi cura e del valorizzare i rapporti tra i banchi di scuola come strumento di prevenzione di derive sociali come la dispersione scolastica e lo spreco di risorse, che in questo momento storico di crisi ci attanaglia! In altri termini chiama la comunità educante ad interrogarsi sulla valorizzazione dei rapporti e sul futuro. 

Dott.ssa Rossana Diciolla

Bibliografia e note:

  1. quellidellamaldi.blogspot.com;
  2. www.regione.lazio.it/rl_istruzione_giovani;
  3. Istat, Rapporto Noi Italia, 2018: (http://noi-italia.istat.it/);
  4. Tolomelli, Guerzoni (a cura di), Per non perdere la strada Progetto ATOMS, Bologna Clueb 2017;
  5. Carli R., Culture giovanili, Franco Angeli Editore 2001.

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